Clases particulares: la enseñanza del italiano con un método estudiado a tu medida
domenica 24 gennaio 2016
domenica 10 gennaio 2016
domenica 20 dicembre 2015
ANCORA UNA VOLTA I TERRIBILI...
Altre frasi con i CI e NE, ma con le soluzioni in fondo:
- Conosco bene Salerno, perché ho abitato per cinque anni.
- Alessandro non ama la carne e, infatti, mangia poca.
- Dopo il cinema, possiamo mangiare una pizza; che dici?
- Il mio capo mi ha invitato ad uscire con lui, ma io non sono andata.
- La torta era veramente buona e ho mangiate 3 fette.
- Avevo bisogno di sei sedie, ma ho comprate solo quattro, perché costavano troppo.
- Com'è dolce questo caffè! Quanto zucchero hai messo?
- Belle queste mele! prendo una, posso?
- Ho preso l'appuntamento dal dentista, ma non posso andare, perché ho l'influenza.
- Mio zio è un grande
appassionato dei bonsai: ha
più di 20!
(Soluzioni: ci - ne - ne - ci - ne - ne - ci - ne - ci - ne)
domenica 13 dicembre 2015
I TERRIBILI (MA ANCHE SACROSANTI) CI E NE
Sapreste completare le seguenti frasi utilizzando i nostri cari amici CI e NE?
- Ho tante cose in tasca. metto anche le caramelle.
- Stefania ama i libri. ha centinaia a casa!
- Mi piace la biblioteca. vado ogni fine settimana.
- Vorrei andare in vacanza. ho proprio bisogno.
- Mi piace il teatro e vado spesso.
- Il ripostiglio è pieno. metto tutti gli asciugamani.
- Non ho un euro in tasca. hai venti da prestarmi?
- La farmacia è chiusa. dovrò tornare lunedì.
- Quando torni a casa? puoi arrivare entro le quattro?
- Questa camicia costa cinquanta euro, ma ho soltanto trenta.
domenica 6 dicembre 2015
domenica 29 novembre 2015
BREVE STORIA DELL’UNITÀ D’ITALIA
(UN'OCCHIATA AL PASSATO REMOTO)
Nel milleottocento
l'Italia non era unita come la conosciamo oggi, ma divisa in tanti piccoli
stati: il Regno Lombardo-Veneto, il Regno di Sardegna, lo Stato della Chiesa e
il Regno delle Due Sicilie, i Ducati di Modena, Massa e Carrara, di Lucca e di
Parma, il Granducato di Toscana. Tutti questi stati, fatta eccezione per il
Regno di Sardegna che era governato dal Re Vittorio Emanuele I, erano
sottomessi all'Austria. Questa situazione rendeva l'Italia una penisola poco
sviluppata ed economicamente arretrata rispetto agli altri stati Europei.
L'unificazione non fu un processo pacifico, ma la conseguenza dei moti rivoluzionari, cioè le battaglie contro lo straniero. Ma i moti non bastarono e furono necessarie tre guerre d'Indipendenza per giungere all'Unità d'Italia. La prima guerra d'indipendenza scoppiò nel 1848: il re di Sardegna, Carlo
Alberto, su richiesta dei patrioti lombardi dichiarò guerra all'Austria, inizialmente vittorioso fu poi sconfitto e dovette lasciare il regno al figlio Vittorio Emanuele II. La seconda guerra d'Indipendenza scoppiò nel 1859 ed ebbe come conseguenza la liberazione della Lombardia e della Sicilia. La liberazione della Sicilia avvenne con l'azione di Giuseppe Garibaldi che aveva un esercito di mille uomini, l'impresa è ricordata come la "Spedizione dei mille". Nel 1861 venne dichiarato il regno d'Italia con capitale Torino. Ma l'Italia non era ancora del tutto liberata: mancavano il Veneto e il Lazio. Con la terza guerra d'Indipendenza fu liberato il Veneto e ancora restava il Lazio. Nel 1871 i bersaglieri giunsero a Roma e aprendosi una breccia nelle Mura della città liberarono Roma. Con lo spostamento della capitale a Roma fu così completato il processo di Unità.
L'unificazione non fu un processo pacifico, ma la conseguenza dei moti rivoluzionari, cioè le battaglie contro lo straniero. Ma i moti non bastarono e furono necessarie tre guerre d'Indipendenza per giungere all'Unità d'Italia. La prima guerra d'indipendenza scoppiò nel 1848: il re di Sardegna, Carlo
Alberto, su richiesta dei patrioti lombardi dichiarò guerra all'Austria, inizialmente vittorioso fu poi sconfitto e dovette lasciare il regno al figlio Vittorio Emanuele II. La seconda guerra d'Indipendenza scoppiò nel 1859 ed ebbe come conseguenza la liberazione della Lombardia e della Sicilia. La liberazione della Sicilia avvenne con l'azione di Giuseppe Garibaldi che aveva un esercito di mille uomini, l'impresa è ricordata come la "Spedizione dei mille". Nel 1861 venne dichiarato il regno d'Italia con capitale Torino. Ma l'Italia non era ancora del tutto liberata: mancavano il Veneto e il Lazio. Con la terza guerra d'Indipendenza fu liberato il Veneto e ancora restava il Lazio. Nel 1871 i bersaglieri giunsero a Roma e aprendosi una breccia nelle Mura della città liberarono Roma. Con lo spostamento della capitale a Roma fu così completato il processo di Unità.
In questo clima iniziò
il Risorgimento, cioè il periodo in cui gli abitanti della Penisola diedero
vita alle iniziative per la sua
riunificazione. Le persone che s'impegnarono per perseguire l'idea
dell'Unità d'Italia si chiamavano patrioti. Ma queste idee di liberazione non
potevano circolare liberamente e quindi i patrioti si riunirono in
società segrete. La principale società segreta di quel periodo fu la
Carboneria e i suoi componenti si chiamavano Carbonari. Svolgevano le loro
attività di nascosto per evitare che gli austriaci li arrestassero e
imprigionassero. Di tutti i patrioti che s'impegnarono nel periodo
risorgimentale si ricordano in particolare Silvio
Pellico, lo scrittore di "Le mie prigioni", il racconto del
periodo in cui fu prigioniero degli austriaci, e Giuseppe Mazzini che fondò la Giovine Italia mentre era in
esilio in Spagna, che auspicava un’Italia indipendente e repubblicana.
.
domenica 22 novembre 2015
domenica 15 novembre 2015
L'USO DELL'APOSTROFO
ZANICHELLI
In italiano si ha l’apostrofo quando si presenta il fenomeno dell’elisione.
L’elisione consiste nella caduta della vocale non accentata di una parola di
fronte alla vocale iniziale di un’altra parola; nella scrittura l’elisione è
segnalata dall’apostrofo.
• L’elisione è
obbligatoria con:
→ gli articoli determinativi lo, la e le preposizioni articolate formate
con essi: l’animale, l’acqua,
dell’uomo, dall’opera;
→ l’articolo indeterminativo una: un’amica, un’impresa, un’epoca;
→ gli aggettivi bello e quello: un bell’albero, quell’immagine;
l’elisione in questo caso è possibile ma non obbligatoria con i femminili bella e quella;
→ santo e santa:
sant’Anna, sant’Anselmo.
⇒ Nella lingua scritta contemporanea c’è la tendenza a una
progressiva riduzione dell’apostrofo. Con l’articolo gli
l’elisione è possibile, ma poco frequente, solo davanti a parole che
cominciano con la stessa vocale: gl’Italiani (ma gli Americani); mentre con
l’articolo le non si ha mai l’elisione (le
amiche, le erbe).
• L’elisione è
prevalente ma non obbligatoria con:
→ la preposizione di, specialmente
davanti a una parola che comincia con la i:
d’accordo, d’argento, d’improvviso, d’invitare;
→ i pronomi personali atoni lo, la, mi, ti, si, vi, ne: l’incontrai o lo incontrai,
l’ospitò o la ospitò, m’avvisò o mi avvisò, ecc.;
→ l’aggettivo questo:
quest’anno, quest’ultimo;
→ l’avverbio e congiunzione come
seguito dal verbo essere:
com’è grande!, com’era bello.
• Si ha
l’elisione solo in particolari contesti:
→ con l’avverbio di luogo ci,
che prende l’apostrofo solo davanti al verbo essere:
c’è, c’erano;
→ alcune parole conservano l’apostrofo solo in frasi ormai
cristallizzate nell’uso: a quattr’occhi, tutt’altro, tutt’e due, tutt’al più, senz’altro,
nient’altro, mezz’ora;
→ con la preposizione da, che si elide solo nelle
espressioni: d’ora in poi,
d’ora in avanti, d’altra parte, d’altronde.
• L’elisione non si produce mai:
→ con i pronomi atoni le, li in funzione di complemento
oggetto: le ammiravo, li incontrai, e con il pronome le in funzione di complemento di
termine: le affiancherò un tutore;
→ con il pronome personale
atono ci (noi, a noi) seguito da vocale
diversa da i:
ci ama, ci osserva;
→ davanti a i semiconsonantica:
di ieri, lo iodio, lo iato.
Ricordiamo che: le forme dell’imperativo
presente dei verbi dire, dare,
fare, stare, andare si scrivono con l’apostrofo e non
con l’accento: di’, da’, fa’, sta’, va’, mentre le forme dell’indicativo
presente dei verbi dare,
fare, stare
e andare si scrivono così: dà, fa, sta, va; così come la forma troncata di poco si
scrive con l’apostrofo e non con l’accento: po’.
domenica 8 novembre 2015
domenica 1 novembre 2015
DOMANDE DI LINGUA E PRAGMATICA (4)
16 - In ogni gruppo di parole,
trovare le due che hanno un rapporto di opposizione o contrarietà (tipo bianco-nero):
GRUPPO 1
|
GRUPPO 2
|
GRUPPO 3
|
GRUPPO 4
|
GRUPPO 5
|
sciapo
|
simpatico
|
maggiore
|
qualcuno
|
loro
|
agro
|
triste
|
posteriore
|
tutti
|
proprio
|
piccante
|
egoista
|
inferiore
|
alcuni
|
vostro
|
amaro
|
falso
|
sotto
|
molti
|
altrui
|
salato
|
allegro
|
superiore
|
nessuno
|
essi
|
17 - In ogni gruppo di parole
trovare quella che appartiene a una categoria diversa dalle altre (per esempio Mario
– Francesco – Antonio - Giacomo - Caffè; il nome di categoria
differente è naturalmente caffè):
GRUPPO 1
|
GRUPPO 2
|
GRUPPO 3
|
GRUPPO 4
|
GRUPPO 5
|
nonno
|
Atlantide
|
celibe
|
25 dicembre
|
scuola
|
madre
|
Paperopoli
|
sposato
|
15 agosto
|
palestra
|
bambino
|
Gotham City
|
scapolo
|
6 gennaio
|
asilo
|
nipote
|
Padania
|
single
|
2 giugno
|
liceo
|
suocero
|
Napoli
|
nubile
|
29 settembre
|
università
|
18 - In ogni gruppo di parole trovare quella con un errore di ortografia (per esempio casa, strada, persona, chinema, donna; la parola con errore è chinema perché si scrive cinema):
GRUPPO 1
|
GRUPPO 2
|
GRUPPO 3
|
GRUPPO 4
|
GRUPPO 5
|
centinaio
|
chirurgo
|
pago
|
conoscienza
|
discutere
|
dozzina
|
medico
|
pagano
|
coscienza
|
litigare
|
diecimila
|
infermiere
|
pagate
|
scienza
|
chiaccherare
|
millione
|
doctore
|
paga
|
scienziato
|
parlare
|
miliardo
|
cardiologo
|
pagi
|
scientifico
|
brontolare
|
19 - Individuare il significato più corretto per
ciascuna delle 5 parole indicate:
GIORNO FERIALE
|
ESPRESSO
|
SALAME
|
PELATO
|
FARE MERENDA
|
festivo
|
lento
|
furbo
|
senza muscoli
|
mangiare di mattina
|
lavorativo
|
veloce
|
ingenuo
|
senza opinioni
|
mangiare a mezzogiorno
|
di agosto
|
calmo
|
violento
|
senza spalle
|
mangiare di pomeriggio
|
pre-festivo
|
nervoso
|
generoso
|
senza capelli
|
mangiare di sera
|
terribile
|
decaffeinato
|
buono
|
senza pancia
|
mangiare di notte
|
20 - Completare le
equazioni secondo lo schema: bene: buono = male : cattivo
mare : acqua = montagna :
________________
cristiano : chiesa = musulmano : __________________
Italia : repubblica = Inghilterra : ___________________
freddo : termosifone = caldo : ___________________
mafia : criminalità = parlamento : __________________
cristiano : chiesa = musulmano : __________________
Italia : repubblica = Inghilterra : ___________________
freddo : termosifone = caldo : ___________________
mafia : criminalità = parlamento : __________________
domenica 25 ottobre 2015
domenica 18 ottobre 2015
DOMANDE DI LINGUA E PRAGMATICA (3)
11. Scherzosamente mi dicono che
una cosa che ho fatto è giudicata con un 8 (come con un voto scolastico). Cosa
significa?
□ insufficiente □ sufficiente □ buono
12. Se in un annuncio su un
giornale leggo che una persona vende la sua macchina e che per avere
informazioni devo telefonare “ore pasti”, a che ora NON devo telefonare?
□ alle 13.00/13.30 □ alle 17.30/18.00 □ alle 20.00/20.30
13. Sono stato in montagna e sto
raccontando la bella esperienza a un amico. Quale di queste tre frasi è meglio
evitare di dire (per non provocare risate sul “doppio senso”)?
□ quando sono arrivato in cima alla montagna mi sono
commosso
□ quando sono arrivato in cima alla montagna mi sono
sentito in paradiso
□ quando sono arrivato in cima alla montagna ho
goduto
14. “Fratelli d’Italia”: sono le
prime parole di un testo molto conosciuto. Di cosa si tratta?
□ della Divina Commedia □ della canzone “O sole mio” □ dell’inno nazionale
15 - In ogni gruppo di parole,
trovare le due che possono avere un rapporto di analogia o anche di vera
sinonimia (tipo sentire-ascoltare):
|
GRUPPO 1
|
GRUPPO 2
|
GRUPPO 3
|
GRUPPO 4
|
GRUPPO 5
|
|
arrivare
|
dire
|
paese
|
la mia collega
|
padre e madre
|
|
giungere
|
rispondere
|
città
|
la mia compagna
|
fidanzati
|
|
partire
|
chiacchierare
|
regione
|
la mia amica
|
parenti
|
|
andare
|
domandare
|
stato
|
la mia ragazza
|
divorziati
|
|
venire
|
parlare
|
continente
|
la mia coetanea
|
genitori
|
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