sabato 19 luglio 2014

Dubbi, dubbi e ancora dubbi (2)


da: www.accademiadellacrusca.it



21) Si dice "la manifestazione si tiene al cinema" o "...nel cinema"?
R21) "al".
 
22) "Andare al bagno" o "...in bagno"?
R22) Entrambi.
 
23) "Vicino", "riguardo", "dietro", "sopra", "dentro" e "sotto" sono sempre seguiti dalla preposizione?
R23) No. "Vicino" è sempre seguito da "a", quando non è avverbio ("Abito vicino"). "Riguardo" è diffuso anche senza "a" ("Riguardo la tua venuta,..."). "Il camino è sopra la casa, dietro la casa, dentro la casa e anche sotto la casa, se è crollata" e tuttavia andrò "dietro alla casa", "sopra al tetto" e "sotto, ma preferibilmente dentro al tram".
 
24) Si può usare il condizionale dopo "chissà se"?
R24) Direi che il condizionale suona meglio di un congiuntivo un po' troppo pedante.
 
25) Ho letto in un sito "Ho comprato del vino e ne ho bevuto tre bicchieri". È corretto? Non si dice "ne ho bevuti"?
R25) Correttissimo. Tre bicchieri sono la quantità, non l'oggetto, almeno così spero!
 
26) Si dice "cento chilometri l'ora" o "...all'ora"?
R26) Meglio "all'ora".
 
27) "Da qui" o "di qui"?
R27) Entrambi.
 
28) Si può dire "me ne fuggo" e "me ne scappo"?
R28) "Fuggire" generalmente fugge il pleonasma.
 
29) "Indossare" si usa anche per scarpe, guanti e occhiali?
R29) Perfino per il profumo.
 
30) Da quale preposizione è seguito "fuori"?
R30) Sia da "di", sia da "da". Ma non sono sempre interscambiabili.
 
31) Come si effettua la scelta?
R31) Vi sono un certo numero di locuzioni che richiedono una delle due preposizioni soltanto (es.: "fuori di me", "fuori dal mondo"). "Fuori di" è generalmente di uso più letterario e non è comune con la forma articolata.
 
32) Ho spesso sentito dire "Sta fuori al balcone". È corretto?
R32) Meglio "Sta fuori, al balcone" o "Sta fuori, sul balcone". Non è dal balcone che si sta fuori, ma dalla casa.
 
33) Quando non si usa la preposizione dopo "fuori"?
R33) Quando è avverbio (es.: "Mettilo fuori").
 
34) Alla domanda "hai letto i promessi sposi?" bisogna rispondere con "sì, li ho letti"? Ma il libro è uno! Allora nel caso di "Cime Tempestose" bisogna rispondere con "le ho lette", anche se prima di quest'ultimo non c'è nessun articolo?
R34) Dicendo "Sì, l'ho letto" non si sbaglierà mai.
 
35) È corretto dire "che cosa vuoi di regalo"?
R35) Meglio "per regalo" o "come regalo". Ancor meglio scrivere "vorresti".
 
36) Quando un verbo/predicato nominale vuole una preposizione davanti a un sostantivo, non la vuole davanti a una proposizione? Es.: "Sono consapevole che verrà", "dipende che vuoi", "dipende dove vai" (ma "dipende da dove vieni"?) e "dipende chi te l'ha chiesto"? Qual è la regola?
R36) Si dice meglio "Dipende da dove vai". La preposizione non è richiesta se si prosegue con una dichiarativa: "Sono certo che verrà".
 
37) "In seguito a" e "in conseguenza di" sono identici nel significato?
R37) No. La prima locuzione introduce una subordinata temporale, la seconda una causale. I fatti hanno un seguito e delle conseguenze e mi sembra siano cose distinte.
 
38) È esatto dire "chiedo scusa per stare scrivendo..."?
R38) Meglio "di stare scrivendo", ancor meglio "di scrivere".
 
39) Si può usare la perifrastica dopo una preposizione?
R39) Pescati ad imbrattare un muro, sarebbe giusto scusarsi di "stare scrivendo".
 
40) Dopo "ritardare" ci vuole sempre "di" prima dell'indicazione temporale?
R40) Sì, l'omissione come "Il treno ritarda venti minuti" non è pienamente corretta. Si tratta di un altro complemento di quantità.
 
 
 
 
 
(continua...)
 
 

lunedì 14 luglio 2014

Neologismi dal 7 al 13 luglio



cattoscatto

Che sarà mai il cattoscatto? Facile: un selfie con il Papa.
Il Venerdì di Repubblica 04/07/2014



faragino

Nel dibattito c'è stato un momento in cui questo concetto l'ha espresso  con chiarezza e semplicità esemplari il neo presidente dei socialisti Gianni Pittella rispondendo a una improvvida interruzione di un deputato britannico, non sappiamo se "faragino" o conservatore.
l'Unità 03/07/2014



grillinum

Il "grillinum" è arrivato troppo tardi.
Il Sole 24 ore 04/07/2014



renzimania

Il semestre europeo si apre sullo slancio di un'immagine nuova dell'Italia e perfino - come scrive Le Figaro - all'insegna della ''renzimania'', ma anche con un orizzonte economico che non promette niente di buono per il nostro Paese. Il Pil infatti resta stagnante, avverte l'Istat, e potrebbe non ripartire nella seconda metà dell'anno secondo quelle che erano le previsioni iniziali del governo.
www.ansa.it 01/07/2014



street fish

Street fish. Prendi i polpi e scappa, è una lezione di storia.
la Repubblica 29/06/2014








sabato 12 luglio 2014

Dubbi, dubbi e ancora dubbi (1)


da www.accademiadellacrusca.it



1) Su un libro ho trovato le ipotetiche "nel caso che i giocatori non rispettino le nuove regole, saranno ammoniti dall'arbitro" e "nel caso che l'imputato fosse colpevole si procederà all'arresto". Perché nella prima c'è congiuntivo presente? Che io sappia non si usa il congiuntivo presente nelle ipotetiche...
R1) Queste frasi non includono una vera proposizione ipotetica, anche se la relativa "nel caso che" ha analogo significato. Usando il "se" nella prima frase, lo accompagnerà con l'imperfetto. Nella seconda potrebbe usare anche il congiuntivo presente, ma l'imperfetto rende meno probabile la colpevolezza dell'imputato.
 
2) Inoltre, è corretta la frase "se fosse maschio lo chiamerò Giovanni", con il futuro indicativo nell'apodosi nonostante il congiuntivo nella protasi?
R2) Corretto.
 
3) Si dice "mi ha sanguinato il naso" o "mi è sanguinato", visto che è una riflessiva apparente?
R3) Meglio "mi ha sanguinato il naso", "sanguinare" ha come ausiliare "avere".
 
4) Che differenza c'è tra "dica pure ciò che vuole" e "dicesse pure ciò che vuole", cioè tra congiuntivo presente e imperfetto nelle esclamazioni?
R4) L'uso dell'imperfetto è diffuso nell'Italia meridionale.
 
5) Gli aggettivi con funzione avverbiale sono invariabili, giusto? Ma come mai m'imbatto spesso in frasi come "vanno forti" e "corrono veloci"? Quando si declina? Gli aggettivi avverbiali sono anche intercambiabili con i corrispondenti avverbi?
R5) Le frasi riportate non sono corrette, gli aggettivi usati per enallage non si declinano (ad es. "Respira profondo!"), tuttavia possono incontrarsi frasi come "Veloci corrono i tori", in cui per ipallage si attribuisce la velocità al soggetto anziché - più logicamente - all'azione.
 
6) Inoltre, gli aggettivi e gli avverbi sono sempre intercambiabili? Es.: Stammi lontano, da vicina...
R6) No, il "fa(ccia)molo strano" di Verdone non manca di avere un effetto comico per l'evidente anacoluto.
 
7) Si dice "quella che dico è la verità" o "quello che dico è la verità"?
R7) Si dice "quello" se il significato è "ciò che dico è vero"; si dice "quella" se verità significa "notizia vera" come nella frase "quella che dico è verità di fede".
 
8) Dopo "far credere a qualcuno che" ci vuole il congiuntivo?
R8) Generalmente sì, l'indicativo potrebbe dar risalto alla realtà dell'affermazione "Ti farò credere che Dio esiste".
 
9) Prima di "ogni volta che" si può mettere dopo? (Dopo ogni volta che esco, mi stanco). R9) Sì, in alternativa dirò anche: "Ogni volta che esco, dopo mi stanco" con più vivacità.
 
10) Ho letto che il participio passato retto dall'ausiliare avere si deve accordare con il "che" oggetto della relativa, ma non ho mai sentito una frase come "l'inglese è una lingua che ho studiata al liceo".
R10) La frase è comunque brutta: "Ho studiato l'inglese al liceo" potrebbe bastare. La regola da Lei esposta è poi fallace "I libri che ho comprato son costosi" è una frase correttissima.
 
11) Si dice "costa solo due euro" o "...soli due euro"?
R11) "Solo" è avverbio (="soltanto"), "soli" suona poetico. Avrebbe mai detto "per sole quattromila lire?"
 
12) Quando "meglio" e "migliore" sono intercambiabili? Si dice, per esempio, "Lui è meglio di te" e anche "lui è migliore di te"?
R12) "Meglio" si usa in questo significato soltanto come predicativo.
 
13) Anche nei proverbi sono intercambiabili o i proverbi sono "intoccabili"?
R13) I proverbi sono generalmente intoccabili.
 
14) Che differenza c'è tra "mi raccomando" e "ti raccomando"?
R14) Il primo viene da "raccomandarsi", il secondo da "raccomandare": il significato è palesemente diverso. L'uso del primo per il secondo è tuttavia diffuso soprattutto in area settentrionale (e direi epicentro Milano).
 
15) Per una cosa tuttora esistente, ma che stiamo ricordando perché legata ad un evento passato, si usa il presente o il passato? Es.:"Penso che fosse questo il posto".
R15) Meglio il passato, come nel Suo esempio.
 
16) Si dice "andare a qualche posto, in qualche posto o da qualche posto"?
R16) "in".
 
17) "andare in qualche parte" o "da qualche parte"?
R17) "da".
 
18) Si dice "io o lui veniamo a prenderti", giusto?
R18) Giusto.
 
19) Ma perché, visto che l'azione la compie una sola persona?
R19) "Non veniamo a prenderti" e l'azione non la compie più nessuno: il numero grammaticale non è sempre il numero di persone che compiono un'azione.
 
20) Però se il verbo precede il soggetto si può avere anche il verbo al singolare sottintendendo lo stesso verbo una volta? Es.: "Vengo io o lui", "Veniamo io o lui".
R20) Meglio la seconda, oppure "O vengo io o viene lui".
 
 
 
 
 

(continua...)
 
 
 
 

lunedì 7 luglio 2014

NEOLOGISMI DAL 30 GIUGNO AL 6 LUGLIO


balotellismo

Ora che sulla spiaggia del Portobello, davanti all'Ilha Grande, Fanny gli ha detto "il sì più importante della sua vita" e lui ha annunciato l'evento nella consueta forma - un tweet notturno, con foto dell'anello al dito della promessa sposa - Balotelli ha una ragione in più per amare, ricambiato, il Brasile. E i brasiliani hanno una ragione in più per assecondare la moda imperante: il balotellismo.
www.repubblica.it 11/06/2014




condo-hotel

Invece di una casa, una camera di albergo, che un po' si utilizza e un po' si fa rendere. Così, sulle ceneri di un'esperienza fallimentare, dagli Stati Uniti importiamo una nuova forma di investimento. Multiproprietà senza futuro: è arrivato il condo-hotel.
Il Venerdì di Repubblica 27/06/2014




furbetto di via dei Fori

I furbetti di via dei Fori. 800 auto al giorno violano l'isola pedonale.
la Repubblica - Cronaca di Roma 27/06/2014




motion designer

Motion designer. Gli effetti speciali sono già vecchi. Lui crea, da zero, interi universi. Linea per linea, figua per figura. Per un volto in 3D, mesi di lavoro.
L'Espresso 26/06/2014




neoperonismo

Così per brillare di luce riflessa Cristina inventa il "neoperonismo".
Il Venerdì di Repubblica 27/06/2014








 

sabato 5 luglio 2014

13 MÉTODOS

He aquí 13 métodos de enseñanza.
Bien, yo propongo: saquemos lo mejor de cada uno, juntemos el todo y... ¡personalicémoslo! 
 
  1. El método de la gramática y la traducción: supuestamente la técnica más antigua de las que hay en la lista, ésta es la técnica más tradicional donde aprendes las reglas de la gramática y largas listas de vocabulario. Wikipedia nos dice que: “el objetivo de este método es poder leer y traducir las obras maestras de la literatura y los clásicos…se presta muy poca atención a la pronunciación o a los aspectos comunicativos del lenguaje.”
  2. El método directo: una respuesta a la falta de satisfacción con el método de la gramática y la traducción, éste es el enfoque que enseña a ‘aprender el vocabulario a través del mimo’ en el que todo se hace en el idioma objetivo y se supone que los alumnos aprenden la gramática a través de la osmosis ;
  3. El método audio-lingüe: parecido al método directo pero poniendo el énfasis en la repetición de la gramática más que en la adquisición del vocabulario. Incluye la recitación oral de las estructuras objetivas, que supuestamente incluyen las estructuras gramaticales que el alumno tiene que aprender;
  4. Enfoque oral: una versión más formalizada del método directo que intenta recoger la idea de que la mayor parte de la produccion lingüística utiliza un vocabulario fundamental—unas dos mil palabras—y un juego fundamental de estructuras gramaticales. Los profesores que emplean este método presentan primero el nuevo contenido dentro de un contexto antes de hacer los ejercicios relacionados para al final intentar hacer que los alumnos compongan sus propias frases con las estructuras y el vocabulario aprendidos;
  5. El enfoque cognitivo: pone el énfasis en resaltar las reglas subyacentes del idioma y emplea la repetición de frases tipo para facilitar la adquisición del idioma;
  6. La respuesta física total: emplea el modo imperativo para combinar las instrucciones con los movimientos corporales. Esta teoría, que podría ser algo limitadora una vez aprendidas las instrucciones básicas, fue creada por James Asher;
  7. El método silencioso: ¡mamma mía, un método en el que el profesor no habla dentro del aula! Emplea una serie de soportes para provocar una correcta pronunciación y uso del idioma. Conocido por enfatizar la producción lingüística antes de la comprensión del significado, se basa en el trabajo de Caleb Cattegno;
  8. Sugestopedia: “Este enfoque innovador hacia la pedagogía lingüística maximiza los talentos holísticos y naturales del alumno. Se reproduce la música clásica o baroca de fondo, a menudo con una luz tenue y con almohadas o cojines colocados en el suelo para fomentar la relajación y promover la meditación activa y pasiva, el espiritismo, el yoga y los ejercicios de respiración que llevan a un ‘estado alfa’, el uso de las canciones para ayudar la memorización, las sesiones de terapia y la catarsis del monólogo interior en el idioma objetivo. Se basa en el trabajo de Georgi Lozanov;
  9. La comunidad de aprendizaje de idiomas: conocido también como el método de ‘aprendizaje y orientación psicopedagógica’, es el trabajo de Charles Curran. Su enfoque puede expresarse en forma de acrónimo: SARD. Seguridad, Atención/Agresión, Retención/Reflexión, Discriminación. Se fomenta el desarrollo personal, el crecimiento del alumno y la experiencia colectiva
  10. La técnica de la inmersión total: más que el concepto de ‘pueblo inglés’ que tenemos aquí en España, este método que se emplea en el aula se puede dividir en dos corrientes. Primero, aquellos profesores que sólo hablan en el idioma objetivo pero al principo hablan despacio, utilizando las palabras básicas ya reconocibles por los alumnos. Segundo, aquellos profesores que empiezan ya a hablar a máxima velocidad en el idioma objetivo, como si los alumnos acabasen de aterrizar en un país nuevo, confundiéndolos y desmotivándolos desde el principio;
  11. El enfoque comunicativo: esto se parece mucho a lo que nos hicieron en el instituto con las clases de francés. Se enfatiza la producción lingüística, la comprensión auditiva, la temprana producción oral y las actividades orales que fomentan la adquisición ‘natural’ del idioma, “parecido a la manera en la que un niño aprende su lengua materna”. Sólo se emplea el idioma objetivo en el aula, no se corrigen los errores a la hora de hablar y no se estudia de forma deliberada la gramática;
  12. El enfoque comprensivo: se dirige hacia la comprensión del idioma objetivo más que hacia la producción oral o escrita por parte del alumno. Se basa en las teorías de adquisición del segundo idioma de Stephen Grashen;
  13. La enseñanza eficaz a través de la lectura y los cuentos: se usan los cuentos personalizados ‘que hagan reír’ al alumno y la lectura de varios tipos de textos para: 1) establecer el significado y presentar estructuras; 2) hacer que los alumnos cuenten la historia antes de leerla y 3) leer y hablar de la historia.