sabato 23 agosto 2014

STEREOTIPI SUGLI ITALIANI - COSA DICONO DI NOI GLI STRANIERI (1)


UNA RECENTE INCHIESTA HA PORTATO ALLA LUCE CIÒ CHE DI NOI ITALIANI PENSANO GLI STRANIERI. ECCO I PRINCIPALI RISULTATI:
 
Gli italiani e il loro fascino: 
Ci vogliono belli, alti, con capelli scuri e occhi chiari, tutti con il naso grande e la pelle olivastra.
Simpatici e giocherelloni, aperti e vivaci. Non esistono italiani tristi.
Ci riteniamo i migliori amanti del mondo, mentre loro ci ritengono dei Don Giovanni impenitenti incapaci di condurre un qualsiasi tipo di relazione seria.
Siamo donnaioli, romantici e melensi tanto da provocare il diabete.
Bugiardi e pronti a tutto con le donne, pur di arrivare all’obiettivo prefissato.
 
Gli italiani e la moda:
Non esiste italiano che non usi occhiali da sole di marca. Al chiuso, la notte, con la pioggia, l’italiano ha sempre gli occhiali da sole.
Indossiamo sempre un abbigliamento fantasioso ma elegante e alla moda; il pantalone bianco ci caratterizza moltissimo.
Le donne italiane sono sensuali e leggono solo Vogue e Vanity Fair.
Tutte le donne sono magre e belle fino a che non si sposano, o comunque non superano i 25 anni.
 
Gli italiani e la famiglia:
Tutti gli uomini italiani vogliono sposare le loro madri, e quando sono giovani si fanno crescere i baffi in modo che possano essere come loro. Se ne deduce quindi che gli uomini italiani hanno una malsana ossessione con le loro madri. Ma siamo anche molto uniti con la famiglia, e tutti abbiamo famiglie enormi che vanno d’amore e d'accordo. Tutti i fratelli e i padri sono estremamente protettivi nei confronti delle ragazze.
Gli italiani sono molto religiosi, tutti i cristiani che vanno in chiesa ogni sabato e domenica.
Siamo più o meno tutti mafiosi. È indifferente se si viene da Bolzano o dal profondo sud, si è comunque legati alla mafia.
 
Gli italiani e la cucina:
In Italia si mangia meglio che in qualunque altra parte del mondo. Sappiamo cucinare bene, e forziamo chi ci fa visita a mangiare più di noi.
Regolarmente mangiamo spaghetti a pranzo e pizza per cena. La pasta è considerata una vitamina essenziale in Italia.
Abbiamo i famosi "spaghetti meatballs" in Italia, spaghetti al sugo e polpette di carne mischiati nello stesso piatto. 
C'è una cultura del caffè sorprendente, esemplificata da Starbucks, Caffe Nero, e cosi via.
 
Gli italiani e il senso civico:
Non rispettiamo la legge, perdiamo la pazienza facilmente, e fumiamo troppo.
I negozianti sono impazienti e anche scortesi. Abbiamo troppa burocrazia.
Guidiamo male e in modo folle. Non facciamo attraversare i pedoni.
Le autostrade sono percorse solo da Lamborghini, Ferrari e Maserati che sfrecciano a 300 km/h, ma i Carabinieri hanno delle belle divise.
 
Gli italiani in vacanza all’estero:
Non conosciamo l’inglese, ma a differenza degli altri in un modo o nell’altro riusciamo SEMPRE a farci capire; inoltre conosciamo solo i modi più stupidi per fare i complimenti alle ragazze straniere.
Quando andiamo in vacanza solitamente ci portiamo al seguito tutta la famiglia, parenti o amici che siano. Siamo cosi rumorosi che urliamo anche nei musei.
 
Gli italiani in Italia:
Sai cosa succede ad un italiano se gli leghi le mani? Diventa muto.”; praticamente parliamo con i gesti.
La lingua italiana è facile, basta finire tutte le parole con qualche vocale.
Tutti gli italiani vanno girando in gondola a cantare “O Sole Mio”.
Il nostro accento, tutto uguale, è teso a stressare ogni singola sillaba.
Se non sai intonare prontamente “L’italiano” di Toto Cotugno, vieni guardato in malo modo. Probabilmente credono sia il nostro inno nazionale.
 
Gli italiani ed il lavoro:
Scansafatiche, sempre pronti a evitare qualunque tipo di lavoro che implichi sforzo fisico.
Parliamo il "Broken English", facciamo abbondante uso di telefoni cellulari (almeno due a persona), ma non sappiamo usare internet.
Non usiamo mezzi di trasporto pubblico, perché semplicemente non funzionano, ma in città guidiamo esilaranti piccole auto.
Andiamo sempre in giro con la borsa piena di contanti perché non sappiamo cosa siano le banche, e siamo sempre in ritardo (e se siamo in anticipo troviamo il modo di essere in ritardo comunque).
Ci vogliono talmente stupidi che se si vuole trovare un QI superiore a 100 in Italia, devono avere almeno 3 italiani assieme nella stessa stanza.
 
Se vi dovesse capitare una situazione in cui i vostri colleghi fanno sfoggio di tutti questi luoghi comuni, voi potreste aggiungere:
La maggior parte degli uomini italiani sono idraulici, e trascorrono la giornata di lavoro saltando sulle tartarughe, mangiando funghi, e salvando principesse!
 





sabato 9 agosto 2014

MODI DI DIRE

 
Andare in brodo di giuggiole. Uscire di sé dalla contentezza. Gongolare di gioia, essere lusingato. In riferimento al contenuto zuccherino delle giuggiole, frutto commestibile, il proverbio viene usato per indicare chi prova, per merito proprio o di altri, la dolcezza di un forte godimento.
 
Aspettare la manna del cielo. Si dice di chi resta inerte, inoperoso, aspettando la buona fortuna o che altri facciano per lui o gli appianino le difficoltà.
 
Brillare per la propria assenza. Farsi notare vistosamente per la propria assenza in un luogo o a una manifestazione dove si era attesi.
 
Cadere in piedi. Uscire indenni, o quasi, da una situazione precaria, con inaspettata fortuna.
 
Cospargersi il capo di cenere. Fare ammenda delle proprie colpe.
 
Entrarci, starci come il cavolo a merenda. Essere una cosa inopportuna, fuori luogo. Si dice in riferimento a cosa assolutamente estranea a un discorso, a una situazione.
 
Essere in bolletta. Essere rimasto senza soldi, trovarsi in una difficile situazione economica.
 
Fare il bello e il cattivo tempo. Avere potere su un gruppo o su una situazione.
 
Menare il can per l'aia. Portare le cose per le lunghe, indugiare in modo da non concludere nulla o lasciare le cose come stanno. Rimandare continuamente una conclusione o una decisione.

Prendersi una sbornia. Avere una grossa ubriacatura, sbronza.

 
 
 




sabato 2 agosto 2014

Dubbi, dubbi e ancora dubbi (4)


 
 
 
61) Dopo "per fortuna" non ci vuole il "che"?
R61) A piacimento lo si può omettere.
 
62) Quando è obbligatoria la virgola? Si può/deve usare davanti a tutte le congiunzioni? Anche prima del "se" dell'ipotetica?
R62) È lungo rispondere esaurientemente: si usa davanti alle congiunzioni avversative e tutte quelle subordinanti, "se" compreso.
 
63) Quando sono obbligatori il troncamento e l'elisione?
R63) Il troncamento non è generalmente obbligatorio: eccezioni "san", "buon", "bel", "qual" che sono almeno raccomandabili. L'elisione è obbligatoria con i dimostrativi, gli articoli, in alcune locuzioni contenenti "di" e "da" (es.: "d'altra parte", "d'accordo") e in pochi altri casi (es. : "poc'anzi", "bell'uomo", "Sant'Antonio", "benedett'uomo" che si scrive anche in grafia unita).
 
64) È esatto dire "questi giorni sono impegnato"?
R64) Meglio "In questi giorni sono impegnato".
 
65) Quando si può sottintendere la preposizione nei complementi di tempo e di distribuzione?
R65) Generalmente con i giorni della settimana "Lunedì vado al cinema" per indicare il prossimo lunedì o "il lunedì vado al cinema" per indicare un'abitudine settimanale. "Al lunedì vado al cinema" ha la sfumatura che esclude per lo più gli altri giorni. Per i complementi di distribuzione ("tre volte l'anno", "tre euro l'etto") si tratta di forme più popolari rispetto alla forma con preposizione.
 
66) Si dice "è fuori in balcone", "è fuori sul balcone" o "è fuori al balcone"?
R66) Meglio "sul", ma bene anche "al", meno bene "in".
 
67) Si dice "ti aspetto fuori della stazione" o "fuori alla stazione"?
R67) "Fuori dalla stazione".
 
68) Si possono (si può?) dire "ciao a domani" e "ciao a presto", due saluti in uno?
R68) "Si può" e non "si possono". I due saluti non si uniscono "Ciao. A domani."
 
69) Sono superflui?
R69) Uno non esclude l'altro, sono semplicemente diversi.
 
70) Dopo "costituito", "formato" e "fatto" ci vuole "di" o "da"?
R70) "Da" solo se introduce il complemento d'agente, almeno nell'italiano migliore. Nella pratica "da" si sente usare sempre.
 
71) Si dice "giù al garage" e "su alla terrazza"?
R71) Mi suona meglio "su in terrazza".
 
72) "Compiere" ha anche la variante "compire". In tal caso si direbbe "ho compito 30 anni"?
R72) Sì, ma "compiuto" è assai più comune.
 
73) Si dice "andare da Benetton" o "alla Benetton"? "Al Mc Donald's" o "da Mc Donald's"?
R73) Si può dire in tutt'e due i modi.
 
74) I prefissi "ultra", "super", "stra", ecc. si devono sempre unire al sostantivo?
R74) Non sempre al sostantivo (es. "straordinario", "ultraleggero"), ma sempre in grafia unita.
 
75) È errato "commuovente"?
R75) Sì, è errato.
 
76) Si dice "biscotti mezzi mangiati" o "mezzo mangiati"? Perché?
R76) "Mezzo", perché mangio ogni biscotto a metà e non la metà dei biscotti.
 
77) È corretto elidere i pronomi personali complemento? (mi, ti...).
R77) Sì, è corretto.
 
78) Si dice "Porta la borsa dal lato (o "al lato"?) opposto alla strada (o "a quello della strada"?).
R78) Si dice "Porta la borsa al lato opposto della strada" o "dal lato opposto" se si attraversa la strada; se invece la strada è su un lato del campo di calcio - ad esempio - "porta la borsa sul lato opposto alla strada" oppure "opposto a quello della strada".
 
79) Si dice "chi ti credi di essere/pensi di essere" o si deve togliere il "ti"?
R79) Il "ti" è pleonastico.
 
80) Su un dizionario alla domanda "non vieni con noi?" c'è la risposta "sì, vengo anch'io" e alla domanda "non ci credi?" c'è la risposta "no" (nel senso che non ci credo). Però, alla domanda "non ti senti bene?" c'è la risposta "sì" (nel senso che non mi sento bene). Non è una risposta in contrasto con quelle precedenti?
R80) Il dizionario è veritiero.